Titolo: IL DENTISTA "VERDE"
intervista del 1998

Si chiama “Odontoiatria Naturale” ed è la disciplina dentistica che si basa su terapie naturali atte a mantenere la salute dei denti tenendo in considerazione la loro influenza su tutto il corpo.
L’Odontoiatria Naturale può venir anche definita “Olodonzia”,utilizzando un termine nuovo che deriva da una parola greca, olos, che vuol dire globale, e da una latina, odontos, che significa dente, oppure Odontoiatria Biologica, o Odontoiatria Causale, sottolineando con quest’ultimo termine la causa che i denti possono avere nell’insorgenre di svariate malattie.
Questo vocabolo racchiude in sé la spiegazione della disciplina, nata in Germania nei primi anni ’70 e diffusasi a livello internazionale nel corso di questi ultimi anni. È un modo di concepire la medicina che permette il rispetto della natura e dei ritmi biologici del corpo, secondo una visione globale del cosmo che rappresenta un modo di pensare non più soltanto orientale, ma moderno. L’Associazione dei dentisti naturali, che si chiama AMON (Associazione di Medicina e Odontoiatria Naturale) fa parte di un grupo di associazioni che contano circa duemila iscritti in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti gli associati sono circa duecento, in Germania più di mille, in Austria duecento, e molti sono i simpatizzanti in Svezia e nel resto dell’Europa. In Italia i soci sono circa cento, di cui venti dentisti; gli altri sono medici interessati alle cure naturali e privati cittadini che desiderano essere costantemente informati sulle novità in materia.
Il compito dell’Odontoiatra Naturale, cioè del dentista “verde”, è quello di accertare le condizioni di salute generali della persona. Molti disturbi dei denti, infatti, possono generare problemi:
- ai singoli organi,
- a tutto l’organismo.
Il primo problema che questi medici hanno dovuto affrontare è stato quello di stabilire le relazioni che legano i denti alle altre parti del corpo e il possibile influsso dei materiali usati in odontoiatria sulle malattie.
Così molti scienziati si sono attivati in tutto il mondo per:
- studiare metodi con cui dimostrare tali connessioni
- verificare la tossicità dei materiali che si utilizzano per otturazioni, ponti o altro
- fondare le basi per l’applicazione pratica dell’odontoiatria naturale.
Se l’odontoiatria tradizionale cura i problemi dei denti e insegna la prevenzione delle carie e della piorrea, quella naturale, pur non avendo sempre una risposta soddisfacente per il cliente, cerca di capire se e come elementi quali mercurio, nichel, cadmio, oro, piombo, Fluoro o altri usati comunemente in Odontoiatria possano essere concausa nell’insorgene delle malattie. Se si, cosa proporre al loro posto ai clienti, come, con quali garanzie di guarigione e con che risvolti legali rimuovere tali materiale dalle bocche dei clienti. Con lo scopo finale di curare e prevenire i disturbi e le malattie dell’organismo intero.
Ogni dentista abilitato alla professione puo’ essere considerato “Odontoiatra Naturale” se considera quanto detto sopra. Nessuno degli interventi proposti richiede capacità che esulano dalla normale preparazione universitaria; basta avere qualche informazione in più e le spalle abbastanza larghe accollarsi la responsabilità di affrontare la salute senza compartimenti stagni.
A 360 gradi
Proprio perché l’Odontoiatria Naturale è quel ramo della medicina che studia il corpo umano a 360 gradi, ed in particolare le correlazioni energetiche tra denti ed organi, per guarire i disturbi che possono colpire un organismo è necessario intervenire su tutto il corpo e non solamente sulla parte colpita.
Per esempio, la parodontopatia, comunemente detta piorrea, è una malattia che provoca la perdita dei denti per la retrazione dell’osso e delle gengive. Il dentista classico di solito individua le cause di questo problema:
- nella scarsa igiene (che provoca il tartaro, e quindi infiammazione delle gengive);
- nel cattivo posizionamento dei denti, che provoca eccessive sollecitazioni dell’osso.
Il dentista verde, invece, oltre a quanto sopra che è fondamentale, si chiede come mai, nonostante la pulizia, un individuo possa lo stesso soffrire di piorrea. Perciò, considerando la bocca coma parte del tubo digerente, valuta la salute intestinale e cerca di recuperarla variando la dieta, cercando le intolleranze alimentari, riequilibrando la flora batterica intestinale spesso disturbata dall’uso importante di antibiotici e consigliando eventualmente la disinfezione delle gengive con oli essenziali.

La visita: I fase
La prima visita dell’odontoiatra naturale non è solo dentistica, ma generale e molto approfondita. Se il dentista “normale” si informa su:
- sull’attuale stato di salute della persona in relazione ai rischi durante gli interventi odontoiatrici
- sugli eventuali problemi ai denti e alle gengive
- sulle malattie pregresse
- sull’eventuale assunzione di medicinali
l’odontoiatra “Naturale” oltre a quanto sopra si interessa a tutto ciò che ha a che fare con la salute del Cliente, e valuta se sia possibile migliorare i sintomi del paziente intervenendo come odontoiatra.
II fase
Subito dopo si passa alla visita specialistica vera e propria, attraverso la quale è possibile valutare la salute della bocca e dei denti.
Durante la visita la persona viene fatta sdraiare su di un lettino e la bocca viene ispezionata molto attentamente con micro-telecamere che proiettano le immagini ingrandite su di un monitor e le registrano. Così è possibile evidenziare tutti i particolari posti anche in punti difficili, che potrebbero sfuggire allo specchietto usato comunemente dai dentisti.
In questo modo la persona può seguire il percorso del medico e il medico è in grado di visualizzare anche le carie più piccole presenti tra un dente e l’altro, in quanto queste, alla luce della telecamera, assumono una diversa colorazione rispetto a quella del dente sano.
Questa tecnica permette di evitare moltissime radiografie che, se effettuate frequentemente, potrebbero risultare nocive per la salute a causa dell’esposizione ai raggi X. Tuttavia, di solito è necessario ricorrervi comunque, in particolare quando si tratta di individuare problemi come per esempio quelli:
- alla radice del dente
- all’osso
L’approccio”Naturale” in questa fase è limitato quindi al tentativo di limitare i raggi assunti; spesso tuttavia conviene fare una lastra radiografica in piu’ piuttosto che trovarsi con dei problemi seri dopo.

III fase
Il terzo momento della visita riguarda la ricerca delle correnti eondoorali, e quindi dell’instabilità dei materiali in bocca ai pazienti e la ricerca dei foci dentali. Si utilizza un’apparecchiatura elettrica che misura quanta corrente generano i materiali metallici nella bocca dei pazienti. Lo strumento più comgruo è l’Amalgamometro CSM, che con elettrodi non metallici non genera correnti furvianti all’atto della misura.
Con esso è anche possibile sapere se sotto capsule d’oro ci sia la pericolosa amalgama. Più corrente c’è, più c’è il rischio di inghiottire i materiali che si sciolgono o, nel caso del mercurio, di respirarne i vapori. Oltre a ciò, rimane la possibilità che tali correnti, superiori decine di volte alle correnti che il corpo unamo può generare, influenzino in qualche modo le funzioni dell’organismo. Si può dire che tutte le funzioni vitali originano dalla la corrente elettrica: la contrazione dei muscoli volontari, la digestione, il battito cardiaco e perfino il pensiero nascono da correnti elettriche.
Chi può garantire che le correnti che si generano in bocca non influenzino le normali attività dell’organismo?
Per quanto riguarda i foci, essi sono zone infette in cui si raccolgono le tossine non smaltite dall’organismo. Il disturbo elettrico oltre che anticorpale che si genera da tali foci può dare fastidi anche seri al resto del corpo. Mentre il Dentista “Normale” è anformato sui danni “focali” delle tonsille, il dentista “Naturale” allarga il concetto di “Focus” ai denti devitali, ai granulomi, alle cisti dentali. Egli crede che la persona può ammalarsi di infezioni croniche generali o localizzate ma lontane dai foci.
Purtroppo, i foci possono svilupparsi in seguito alla devitalizzazione di un dente. Tale azione, per essere effettuata bene, richiede la pulizia completa dei canali della radice del dente, ma a volte non è possibile raggiungere i canali secondari, dove, nel corso del tempo, le sostanze depositate possono:
- degenerare
- produrre tossine
Il Dentista naturale è quindi più severo nel mantenimento dei denti devitali, che a volte vengono estratti a vantaggio della salute del paziente. Molto difficile, a volte impossibile, è la previsione della guarigione ed il nesso causa-effetto fra un dente devitale ed una specifica malattia.
Questo è un argomento scottante che richiederebbe la sinegia di molti specialisti per redare dei protocolli attendibili. Pesante è anche il risvolto legale della cosa: non essendoci protocolli “ufficiali”, il dentista “Naturale” deve lavorare secondo scienza e coscienza, con il rischio che nel caso di non guarigione il cliente potrebbe rivalersi al criterio di “non scientificità” utilizzato.
La ricerca dei foci si effettua “ab juvantibus”, ovvero tramite la scomparsa dei sintomi a distanza mediante l’uso di anestetico o di un cubetto di ghiaccio della zona “focale” sospetta. Per fare un esempio, se il cliente ha un forte dolore alla spalla, si valuta ai raggi x un possibile dente “focale”, lo si infiltra con anestetico, e si osserva se il dolore alla spalla migliora o addirittura sparisce. Se si, può darsi che quel dente sia coinvolto nell’insorgere e nel mantenimento della malattia.
Si valuterà se estrarlo, curarlo o altro. Poco centra la rilevazione dei potenziali di vitalità di ogni dente, che viene stimolato con una debole scarica elettrica: la reazione indica lo stato di vitalità del dente, dato utile per il Dentista normale, ma non per il dentista “Naturale”.
E’ infatti sufficiente che uno dei canalicoli dentali sia morto per creare un disturbo “focale”, mentre il dente può risultare grazie agli altri canali vivi, elettricamente vitale.
Per verificare quindi se un disturbo in un’altra parte del corpo è provocato da un focus:
- si raffredda il dente,
- oppure si anestetizza la zona sospetta della bocca.
In questo modo, se il dolore o il problema diminuisce o passa del tutto sotto l’effetto di questi rimedi, significa che effettivamente si trattava di una questione collegata.

Fase finale
La visita dal dentista verde si conclude col definire i danni prodotti dalle parodontopatie* che eventualmente hanno già colpito la persona, con lo studio dei problemi della “statica”. In particolare vengono:
- valutate le dimensioni delle erosioni e delle perdite di tessuto,
- stabiliti i rimedi più efficaci del caso.
- Valutare lo stato di salute dell’apparato intestinale.
Ovvimante anche problemi della statica quali dolori alla schiena o ad altre articolazioni, disturbi di carattere otorinolaringoiatrico quali fischi o ronzii alle orecchie, ed i denti storti sono tutti campi di interesse sia del dentista “Naturale” che “Normale”; entrambi avranno un’approccio consono alla loro preparazione.
Le tariffe di un odontoiatra naturale sono le stesse dei dentisti tradizionali: se spendessimo un milione da una parte per ricevere una cura, dall’altra il costo sarebbe simile. La differenza tra le discipline consiste nel fatto che il dentista verde è maggiormente consapevole dei rischi che la salute di un individuo può correre per i problemi ai denti oppure per l’uso di materiali non abbastanza biocompatibili.
In bocca? Solo resine composite e ceramica!
Per evitare le sostanze tossiche e soprattutto gli effetti collaterali, il dentista verde, per tutti i lavori di ricostruzione all’interno della bocca, cerca di non utilizzare materiali la cui biocompatibilità è messa fortemente in discussione. Per esempio le otturazioni al mercurio, i cosiddetti “piombi”, in quanto contengono di solito anche tracce di piombo, rilasciano tra gli altri nel momento in cui generano corrente (praticamente sempre) i seguenti metalli nel cavo orale: mercurio, argento, rame, zinco.
Basta leggere un qualsiasi libro di tossicologia per rendersi conto della gravissima tossiciltà di tali metalli, che anche in dosi infinitesimali causano una enorme varietà di sintomi. Si cercherà quindi di evitare tali prodotti; ed essendo data un’alternativa dalle caratteristiche meccaniche addirittura migliori, le resine composite, queste verranno predilette.
Ricordiamo qui anche la dubbia biocompatibilità del Fluoro, dato con disinvoltura come prevenzione delle carie e messo addirittura in alcune otturazioni in resina composita. Tale prodotto che in alte concentrazioni è decisamente tossico, e trova validi sostituti in minerali più biocompatibili. Il materiale perfettamente biocompatibile non esiste, ma fra usare del mercurio che nella scala della tossicità è al top, ed una resina composita al quarzo – praticamente vetro — la scelta pare ovvia.
Le sostanze meno aggressive sono:
- le resine composite,
- la ceramica,
- lo zirconio.
Perfino l’oro, che, se utilizzato in bocca, può provocare problemi di agitazione ed aumento del battito cardiaco. Quindi il dentista verde si serve il più possibile di resine composite bianche; queste devono:
- essere chiare il più possibile, perché i coloranti contengono metalli (in questo la ditta produttrice non ha influenza), e perché in questo modo si soddisfano esigenze estetiche:
- essere comode da usare ed avere costi adeguati;
- inoltre devono aver superato il test sulla tossicità verso le cellule del corpo umano (test che nessuna amalgam dentale al mercurio potrebbe superare).
Se è necessario intervenire in zone molto estese della bocca, per esempio per costruire ponti, è possibile che questi abbiano la struttura in leghe di metalli (per esempio oro o platino), per dare consistenza e stabilità al lavoro, ma per riempire il tutto e per il rivestimento si dovrebbe utilizzare ceramica pura. In questo modo il metallo della travata di sostegno non entra minimamente in contatto con le gengive, i denti o la saliva. Per verificare se si sta generando corrente elettrica in bocca si utilizza un amperometro* con elettrodi* non metallici; se questi rilevano corrente dall’otturazione o dai ponti vuol dire che il metallo si sta sciogliendo.
Di recente utilizzo è lo zirconio puro, che è un minerale totalmente naturale e molto estetico; tuttavia per ora si parla ancora di sperimentazione e non è possibile garantire una perfetta compatibilità con le cellule del corpo umano.

Raddrizzare i denti con la Bionator-terapia
Non bisogna mai dimenticare le correlazioni funzionali della bocca con le varie parti del corpo. Oggi è conoscenza comune che un problema ad un qualsiasi organo può nuocere a tutto l’organismo e quindi influire sulla salute in generale.
Da questi presupposti nasce questo tipo di cura che, nel correggere i denti storti, valuta il sistema squilibrato.
Tenendo conto che spesso denti storti vogliono dire schiena storta e problemi alle ossa, il dentista verde lavora in collaborazione con un osteopata, medico che si occupa dei problemi alla schiena, con un podologo, che utilizza solette specifiche secondo il caso per creare al piede un appoggio più equilibrato.
Gli apparecchi dentali, quindi, sono creati per cercare di bilanciare il sistema, favorendo anche un miglioramento della deglutizione.
L’odontoiatra naturale utilizza due tipi di apparecchi:
- il Bionator
- l’apparecchio di Crozat.
Mentre il primo è bimascellare, cioè sia per l’arcata dentale superiore che per quella inferiore, l’apparecchio di Crozat occupa solamente un’arcata, superiore o inferiore a seconda delle esigenze.
- La funzione del Bionator è rivolta, oltre che a raddrizzare i denti, a riequilibrare i problemi causati a naso e gola, e, più in generale, al persona nel suo insieme.
Questo apparecchio è studiato per migliorare la chiusura della bocca ed il movimento della lingua, cercando di crearle il maggior spazio possibile, alzando il morso*; è così che si arriva a consentire all’individuo di deglutire meglio e di muovere le labbra in modo corretto.
Inoltre il Bionator, rispetto agli apparecchi tradizionali, lascia libero il palato, perché non ha la piastra di plastica dura e così non rende più difficile parlare.
L’apparecchio di Crozat ha il compito di raddrizzare i denti senza modificare la posizione della lingua. In questo modo, non alterando la funzione della deglutizione, viene riequilibrato di riflesso tutto il coordinamento muscolare.
Entrambi gli apparecchi sono mobili, quindi non ci sono placchette metalliche attaccate ai denti, e sono efficaci anche per correggere difetti come scoliosi e piedi piatti.
Il costo di una cura completa con questi apparecchi, comprese quindi le visite di controllo e la collaborazione con gli altri specialisti, costa circa £. 2.700.000 all’anno e la durata, per ottenere i risultati desiderati, è di circa tre anni.
Eliana Cantamessa,
con la collaborazione del Prof. Antonio Miclavez, Dottore Odontoiatra in Udine, Docente di Odontoiatria all’Università Ludes di Lugano.

Un canino devitalizzato male può causare disturbi al fegato.
Le correlazioni tra i denti e gli organi interni sono contenute nell’odontone, la mappa che analizza tutte queste informazioni. Si tratta di legami energetici che collegano ogni dente:
Ecco quali connessioni ci sono tra i denti e l’organismo.
Le correlazioni tra i denti e gli organi interni sono contenute nell’odontone, la mappa che analizza tutte queste informazioni. Si tratta di legami energetici che collegano ogni dente:
- a un organo (chiamato bersaglio),
- alle ghiandole,
- alle vertebre,
- alla muscolatura,
- agli organi di senso.
Ecco quali connessioni ci sono tra i denti e l’organismo.