ANTONIO MICLAVEZ
Odontoiatria tossica,
Odontoiatria Naturale
Capitolo 16
Alitosi
«Divertiti, celebra, sii attivo e sii sempre uno che dà.
Dare così totalmente che non si vuole tenere nulla per sé
è l’unica vera preghiera. Dare è pregare, dare è amare.
E coloro che sanno donare ricevono sempre di più».
Osho
Alitosi; fra un pò ,,, wrking progress....
Diagnostica
Visita Specialistica

Palpazione

Anamnesi


Trattamento dell'alitosi mediante somministrazione di lieviti lattici
antibioticoresistenti Kluyveromyces marxianus fragilis B0399 e valutazione dei
livelli di VSC con alitometro digitale.
Dr. Piero Nobili, Dr. Alberto R. Zanvit - Reparto di Odontoiatria Biologica, Istituto
Stomatologico Italiano - Milano
L’alitosi è un problema molto diffuso che crea difficoltà relazionali e sociali anche gravi.
L'approccio cosmetico è senz'altro il più diffuso, senza però considerare quello medico e
l’eziologia batterica del problema. L’obiettivo del lavoro è di misurare la quantità di VSC
(Composti Solfurati Volatili), responsabili dell’odore nell’alitosi, e dimostrare l’efficacia
terapeutica di lieviti lattici antibiotico resistenti ad azione probiotica con follow-up a
distanza di 7 e 14 giorni dall’inizio del trattamento.
I risultati ottenuti sono stati la risoluzione nel 91% dei pazienti. Il protocollo non prevedeva
alcuna manovra di igiene orale. Inoltre il farmaco somministrato è in formulazione di
capsule con guscio resistente al passaggio gastrico per evitare l’annullamento dell’effetto
da parte dei succhi gastrici. Ciò significa che non c’è stato un effetto topico a livello orale,
ma solo un’azione diretta all’intestino. Le conclusioni dello studio ci permettono quindi di
presupporre che oltre al potere riequilibrante nelle disbiosi, bisogna considerare i risvolti
immunologici che danno sul GALT (Tessuto Linfatico Associato all’Intestino) a livello
intestinale.
Halitosis: oral manifestation of an entire body disease
Halitosis is a common problem which creates severe social and relational difficulties. The
most popular attitude is to mask the smell, without considering the bacterial ethiology of
the problem. The aim of this study is to measure the amount of VSC (Volatile Sulfur
Compounds) and demonstrate the efficacy of probiotic therapy with follow-up at 7 and 14
days. About 91% of patients did not present halitosis. The protocol didn’t consider any oral
hygiene treatment. Moreover, the drug is in capsule which is resistant to gastric passage,
to avoid disruption by gastric juices. Therefore results were achieve whit a direct action on
the intestine, not at oral level. In conclusion, this study proves that, besides the
rebalancingq effect of probiotics in dysbiosis, there are many immunological implications
on GALT (Gut Associated Lymphoid Tissue).
L'alitosi è un disturbo di tipo organico che si manifesta con odore sgradevole che esce
dalla bocca durante la respirazione o il semplice eloquio
Da un punto di vista epidemiologico non ci sono variazioni in base alla razza, al sesso e
all'età. Tutti nell'arco della vita hanno sofferto di alitosi, tant'è che di questo problema se ne
parla fin dal tempo dei greci e dei romani. Studi scientifici e più dettagliati sono stati fatti
solo a partire dal secolo scorso.
L'alitosi viene classificata in tre categorie: alitosi fisiologica o transitoria, alitosi vera e
alitofobia o alitosi immaginaria.
L'alitosi fisiologica è una situazione normalmente presente in specifiche situazioni e che
passa da sola, senza quindi un significato patologico. Il cosiddetto "alito del mattino" è una
condizione che frequentemente si presenta in quasi tutte le persone. Questo perché
durante la notte il flusso salivare si riduce molto e quindi quando ci si sveglia si ha la
bocca secca e maleodorante. La stessa condizione si presenta nelle persone che parlano
molto per lavoro; insegnanti, informatori, chi si occupa delle relazioni col pubblico.
Può insorgere uno stato di alitosi transitoria anche nella donna durante il ciclo mestruale e
in quelle persone che digiunano per lunghi periodi.
L'alitosi vera invece è una condizione patologica che si presenta nell'80-90% dei casi
come alitosi intraorale. Il 6-8% dei casi da patologie delle vie aeree superiori come
tonsilliti, sinusiti e riniti croniche. Mentre solo l'1% da problemi gastrointestinali.
Possono influire anche alcune terapie farmacologiche o abitudini viziate come l'abuso di
alcol e fumo di sigaretta, ma anche cibi speziati o cipolla, aglio e porro.
Altra categoria predisposta è chi ha malattie metaboliche come il diabete, epatiti,
insufficienza renale,...
Alitofobia è infine quella condizione in cui il paziente crede di avere alito cattivo pur non
riscontrando oggettivamente tale stato. Questi tipi di pazienti necessitano un supporto
psicologico.
L'origine del cattivo odore deriva dalla degradazione di peptidi contenenti zolfo da parte di
microrganismi Gram negativi anaerobi che produce i cosiddetti VSC (Composti Solfurati
Volatili). I più rappresentati sono l'Idrogeno solforato, metilmercaptano, dimetilsolfuro, acidi
grassi a catena corta (acido butirrico, valerico, isovalerico e propionico) e composti
diaminici, poliaminici, indolici (scatolo, metilamina, putrescina, cadaverina).
L'idrogeno solforato e il metilmercaptano costituiscono circa il 90% dei VSC presenti
nell'alito.
L'idrogeno solforato viene prodotto principalmente sul terzo posteriore della lingua. Il
metilmercaptano e il dimetilsolfuro sono generati dai tessuti parodontali.
La condizione necessaria affinchè vengano prodotti questi composti è un ambiente basico.
Infatti l'alitosi scompare in presenza di zucchero che attiva la fermentazione saccarolitica
che, a sua volta, abbassa il pH intraorale, inibendo così l'attività metabolica dei
microrganismi proteolitici responsabili dell'alitosi.
È stato fissato il livello soglia a 100 ppb di VSC sopra il quale l'olfatto umano riconosce
l'odore sgradevole.
MATERIALI E METODI
È stata considerata una popolazione di pazienti di entrambi i sessi che fosse affetta da
alitosi di età compresa tra i 18 e i 65 anni.
Alla prima visita venivano esclusi tutti quei pazienti che denunciassero problemi
cardiopatici, diabetici, immunodepressione, patologie tumorali, chi fosse già in terapia
convenzionale per il trattamento dell'alitosi e le donne in stato di gravidanza. La selezione
del gruppo di pazienti è stato fatto al fine di rendere il più omogeneo possibile il campione
ed escludendo tutti quei fattori che avrebbero potuto falsare i risultati della ricerca.
Dopo l'intervista anamnestica i pazienti sono stati sottoposti al rilievo strumentale dell'alito
per oggettivare la presenza o meno di uno stato di alitosi e di che gravità.
Lo strumento usato è un alitometro digitale collegato ad un computer che, attraverso un
software specifico (halisoft), ha monitorato i livelli di VSC presenti nell'espirato dei pazienti.
L'alito del paziente è stato testato per tre volte nell'arco di circa 10 minuti. Per i primi tre
minuti il paziente ha respirato a bocca chiusa mentre l'alitometro ha testato la
composizione dell'aria ambientale in modo da avere un metro di paragone tra i VSC
ambientali e i VSC dell'espirato del paziente. Passati i tre minuti, il paziente ha poggiato
una cannuccia monouso sul dorso della lingua e, a bocca semiaperta, ha respirato per 30
secondi. In questo lasso di tempo l'alitometro ha registrato la quantità di VSC presenti
nell'alito del paziente.
Questo ciclo è stato ripetuto per altre due volte.
A fine registrazione è stata valutata la quantità dei VSC sul grafico del rilievo. Il valore
soglia è stato fissato a 100 ppb, se superiore si considera la presenza di alitosi.
Il trattamento dei pazienti risultati positivi è stato fatto con un prodotto a base di lieviti lattici
Kluyveromyces Fragilis B0399 e siero di latte di capra in formulazione di capsule rivestite
da film gastroresistente. La posologia ha previsto l'assunzione di una capsula tre volte al
dì prima dei pasti principali per circa un mese. Una confezione contenente 50 compresse
del prodotto è stata data gratuitamente al paziente affetto da alitosi.
Il test realizzato con l'alitometro digitale è stato ripetuto a distanza di 7 e 14 giorni dal
primo rilievo e dall'inizio della terapia. In questo periodo non sono state eseguite manovre
odontoiatriche di alcun tipo.
RISULTATI
Sono stati analizzati 115 pazienti. Di questi, 35 sono stati ammessi alla terapia perché
presentavano livelli di VSC al di sopra delle 100 ppb.
Il grafico sottostante rivela un miglioramento netto e costante con conseguente scomparsa
dell'alitosi.
In soli 3 casi non c'è stata risoluzione.
Possiamo quindi dire che nel 91% dei casi è stata ottenuta la guarigione.
Nessun effetto collaterale è stato riferito dai pazienti durante e dopo l'uso del prodotto.
Alitosi e Biosympa; lavoro dello Stomatologico di Milano
Valutazioni del Dr. Antonio Miclavez
Il 10% degli Italiano certamente soffre di alitosi; basta andare in giro e “Nasare”.
I veri nemici “Profondi” dell’alitosi sono i mercaptani (metil mercaptano, solfuro d’idrogeno, dimetil solfuro) che noi combattiamo con il Biosympa.
A questo riguardo siamo ben avanti rispetto agli altri che fan lavare i denti, togliere il tartaro, pulire la lingua.
Andando in Internet, se ne parla, reclamizza e vende molto, ma cosa? Vendono dentifrici, collutori, dicono di togliere il tartaro.
Questo dicono la maggior parte dei siti:
“L’alitosi è un disturbo decisamente fastidioso, difficile da debellare nelle sue forme più gravi e capace di destinare il povero malcapitato paziente al dileggio degli altri e alla solitudine. Questo riesce a fare l’alitosi, e per questo è molto temuta nonostante non comporti dolori e particolari sintomi. Ma cos’è che causa l’alitosi e come si può evitare la sua degenerazione? L’alito si consiste nell’aria espirata dai polmoni, e si compone di alcuni gas, vapore acqueo e alcune scorie microscopiche. In situazioni normali di buona salute, esso risulta assolutamente inodore. Si parla di alitosi invece quando questa aria risulta maleodorante. Dall’odore dell’alito si possono diagnosticare le cause di questa malattia. Essa si divide in due categorie ben precise: la forma transitoria, che comprende circa il 90% dei casi riscontrati, e la forma patologica persistente, che riguarda il restante 10% dei casi. La prima forma, quella più leggera, appare solo in determinati momenti della giornata, soprattutto dopo i pasti. E’ un fenomeno fisiologico che si può debellare facilmente con la corretta e puntuale igiene orale. La seconda forma invece è decisamente più grave, e non si può eliminare solo con l’igiene orale, poiché è legata a compromissioni del cavo orale e in determinati casi a malattie sistemiche quali le epatopatie, il diabete e l’insufficienza renale. Inoltre può comparire a seguito di carie, problemi gastrici, tonsilliti, assunzione di farmaci antistaminici e antidepressivi.”
Ben più serio l’approccio di Nobili nel lavoro che ci ha fatto:
“L’alitosi è un problema molto diffuso che crea difficoltà relazionali e sociali anche gravi.
L'approccio cosmetico è senz'altro il più diffuso, senza però considerare quello medico e
l’eziologia batterica del problema. L’obiettivo del lavoro è di misurare la quantità di VSC
(Composti Solfurati Volatili), responsabili dell’odore nell’alitosi, e dimostrare l’efficacia
terapeutica di lieviti lattici antibiotico resistenti ad azione probiotica con follow-up a
distanza di 7 e 14 giorni dall’inizio del trattamento.
I risultati ottenuti sono stati la risoluzione nel 91% dei pazienti. Il protocollo non prevedeva
alcuna manovra di igiene orale. Inoltre il farmaco somministrato è in formulazione di
capsule con guscio resistente al passaggio gastrico per evitare l’annullamento dell’effetto
da parte dei succhi gastrici. Ciò significa che non c’è stato un effetto topico a livello orale,
ma solo un’azione diretta all’intestino. Le conclusioni dello studio ci permettono quindi di
presupporre che oltre al potere riequilibrante nelle disbiosi, bisogna considerare i risvolti
immunologici che danno sul GALT (Tessuto Linfatico Associato all’Intestino) a livello intestinale.
L'alitosi è un disturbo di tipo organico che si manifesta con odore sgradevole che esce
dalla bocca durante la respirazione o il semplice eloquio
Da un punto di vista epidemiologico non ci sono variazioni in base alla razza, al sesso e
all'età. Tutti nell'arco della vita hanno sofferto di alitosi, tant'è che di questo problema se ne
parla fin dal tempo dei greci e dei romani. Studi scientifici e più dettagliati sono stati fatti
solo a partire dal secolo scorso.
L'alitosi viene classificata in tre categorie: alitosi fisiologica o transitoria, alitosi vera e
alitofobia o alitosi immaginaria.
L'alitosi fisiologica è una situazione normalmente presente in specifiche situazioni e che
passa da sola, senza quindi un significato patologico. Il cosiddetto "alito del mattino" è una
condizione che frequentemente si presenta in quasi tutte le persone. Questo perché
durante la notte il flusso salivare si riduce molto e quindi quando ci si sveglia si ha la
bocca secca e maleodorante. La stessa condizione si presenta nelle persone che parlano
molto per lavoro; insegnanti, informatori, chi si occupa delle relazioni col pubblico.
Può insorgere uno stato di alitosi transitoria anche nella donna durante il ciclo mestruale e
in quelle persone che digiunano per lunghi periodi.
L'alitosi vera invece è una condizione patologica che si presenta nell'80-90% dei casi
come alitosi intraorale. Il 6-8% dei casi da patologie delle vie aeree superiori come
tonsilliti, sinusiti e riniti croniche. Mentre solo l'1% da problemi gastrointestinali.
Possono influire anche alcune terapie farmacologiche o abitudini viziate come l'abuso di
alcol e fumo di sigaretta, ma anche cibi speziati o cipolla, aglio e porro.
Altra categoria predisposta è chi ha malattie metaboliche come il diabete, epatiti,
insufficienza renale,...
Alitofobia è infine quella condizione in cui il paziente crede di avere alito cattivo pur non
riscontrando oggettivamente tale stato. Questi tipi di pazienti necessitano un supporto
psicologico.
L'origine del cattivo odore deriva dalla degradazione di peptidi contenenti zolfo da parte di
microrganismi Gram negativi anaerobi che produce i cosiddetti VSC (Composti Solfurati
Volatili). I più rappresentati sono l'Idrogeno solforato, metilmercaptano, dimetilsolfuro, acidi
grassi a catena corta (acido butirrico, valerico, isovalerico e propionico) e composti
diaminici, poliaminici, indolici (scatolo, metilamina, putrescina, cadaverina).
L'idrogeno solforato e il metilmercaptano costituiscono circa il 90% dei VSC presenti
nell'alito.
L'idrogeno solforato viene prodotto principalmente sul terzo posteriore della lingua. Il
metilmercaptano e il dimetilsolfuro sono generati dai tessuti parodontali.
La condizione necessaria affinchè vengano prodotti questi composti è un ambiente basico.
Infatti l'alitosi scompare in presenza di zucchero che attiva la fermentazione saccarolitica
che, a sua volta, abbassa il pH intraorale, inibendo così l'attività metabolica dei
microrganismi proteolitici responsabili dell'alitosi.
È stato fissato il livello soglia a 100 ppb di VSC sopra il quale l'olfatto umano riconosce
l'odore sgradevole.”
I risultati dello Stomatologico di Milano sono sbalorditivi; in 14 giorni i VSC medi sei pazienti si sono ridotti ad un terzo.
Quale prodotto più geniale del Biosympa può esserci nella risoluzione dell’Alitosi?
antibioticoresistenti Kluyveromyces marxianus fragilis B0399 e valutazione dei
livelli di VSC con alitometro digitale.
Dr. Piero Nobili, Dr. Alberto R. Zanvit - Reparto di Odontoiatria Biologica, Istituto
Stomatologico Italiano - Milano
L’alitosi è un problema molto diffuso che crea difficoltà relazionali e sociali anche gravi.
L'approccio cosmetico è senz'altro il più diffuso, senza però considerare quello medico e
l’eziologia batterica del problema. L’obiettivo del lavoro è di misurare la quantità di VSC
(Composti Solfurati Volatili), responsabili dell’odore nell’alitosi, e dimostrare l’efficacia
terapeutica di lieviti lattici antibiotico resistenti ad azione probiotica con follow-up a
distanza di 7 e 14 giorni dall’inizio del trattamento.
I risultati ottenuti sono stati la risoluzione nel 91% dei pazienti. Il protocollo non prevedeva
alcuna manovra di igiene orale. Inoltre il farmaco somministrato è in formulazione di
capsule con guscio resistente al passaggio gastrico per evitare l’annullamento dell’effetto
da parte dei succhi gastrici. Ciò significa che non c’è stato un effetto topico a livello orale,
ma solo un’azione diretta all’intestino. Le conclusioni dello studio ci permettono quindi di
presupporre che oltre al potere riequilibrante nelle disbiosi, bisogna considerare i risvolti
immunologici che danno sul GALT (Tessuto Linfatico Associato all’Intestino) a livello
intestinale.
Halitosis: oral manifestation of an entire body disease
Halitosis is a common problem which creates severe social and relational difficulties. The
most popular attitude is to mask the smell, without considering the bacterial ethiology of
the problem. The aim of this study is to measure the amount of VSC (Volatile Sulfur
Compounds) and demonstrate the efficacy of probiotic therapy with follow-up at 7 and 14
days. About 91% of patients did not present halitosis. The protocol didn’t consider any oral
hygiene treatment. Moreover, the drug is in capsule which is resistant to gastric passage,
to avoid disruption by gastric juices. Therefore results were achieve whit a direct action on
the intestine, not at oral level. In conclusion, this study proves that, besides the
rebalancingq effect of probiotics in dysbiosis, there are many immunological implications
on GALT (Gut Associated Lymphoid Tissue).
L'alitosi è un disturbo di tipo organico che si manifesta con odore sgradevole che esce
dalla bocca durante la respirazione o il semplice eloquio
Da un punto di vista epidemiologico non ci sono variazioni in base alla razza, al sesso e
all'età. Tutti nell'arco della vita hanno sofferto di alitosi, tant'è che di questo problema se ne
parla fin dal tempo dei greci e dei romani. Studi scientifici e più dettagliati sono stati fatti
solo a partire dal secolo scorso.
L'alitosi viene classificata in tre categorie: alitosi fisiologica o transitoria, alitosi vera e
alitofobia o alitosi immaginaria.
L'alitosi fisiologica è una situazione normalmente presente in specifiche situazioni e che
passa da sola, senza quindi un significato patologico. Il cosiddetto "alito del mattino" è una
condizione che frequentemente si presenta in quasi tutte le persone. Questo perché
durante la notte il flusso salivare si riduce molto e quindi quando ci si sveglia si ha la
bocca secca e maleodorante. La stessa condizione si presenta nelle persone che parlano
molto per lavoro; insegnanti, informatori, chi si occupa delle relazioni col pubblico.
Può insorgere uno stato di alitosi transitoria anche nella donna durante il ciclo mestruale e
in quelle persone che digiunano per lunghi periodi.
L'alitosi vera invece è una condizione patologica che si presenta nell'80-90% dei casi
come alitosi intraorale. Il 6-8% dei casi da patologie delle vie aeree superiori come
tonsilliti, sinusiti e riniti croniche. Mentre solo l'1% da problemi gastrointestinali.
Possono influire anche alcune terapie farmacologiche o abitudini viziate come l'abuso di
alcol e fumo di sigaretta, ma anche cibi speziati o cipolla, aglio e porro.
Altra categoria predisposta è chi ha malattie metaboliche come il diabete, epatiti,
insufficienza renale,...
Alitofobia è infine quella condizione in cui il paziente crede di avere alito cattivo pur non
riscontrando oggettivamente tale stato. Questi tipi di pazienti necessitano un supporto
psicologico.
L'origine del cattivo odore deriva dalla degradazione di peptidi contenenti zolfo da parte di
microrganismi Gram negativi anaerobi che produce i cosiddetti VSC (Composti Solfurati
Volatili). I più rappresentati sono l'Idrogeno solforato, metilmercaptano, dimetilsolfuro, acidi
grassi a catena corta (acido butirrico, valerico, isovalerico e propionico) e composti
diaminici, poliaminici, indolici (scatolo, metilamina, putrescina, cadaverina).
L'idrogeno solforato e il metilmercaptano costituiscono circa il 90% dei VSC presenti
nell'alito.
L'idrogeno solforato viene prodotto principalmente sul terzo posteriore della lingua. Il
metilmercaptano e il dimetilsolfuro sono generati dai tessuti parodontali.
La condizione necessaria affinchè vengano prodotti questi composti è un ambiente basico.
Infatti l'alitosi scompare in presenza di zucchero che attiva la fermentazione saccarolitica
che, a sua volta, abbassa il pH intraorale, inibendo così l'attività metabolica dei
microrganismi proteolitici responsabili dell'alitosi.
È stato fissato il livello soglia a 100 ppb di VSC sopra il quale l'olfatto umano riconosce
l'odore sgradevole.
MATERIALI E METODI
È stata considerata una popolazione di pazienti di entrambi i sessi che fosse affetta da
alitosi di età compresa tra i 18 e i 65 anni.
Alla prima visita venivano esclusi tutti quei pazienti che denunciassero problemi
cardiopatici, diabetici, immunodepressione, patologie tumorali, chi fosse già in terapia
convenzionale per il trattamento dell'alitosi e le donne in stato di gravidanza. La selezione
del gruppo di pazienti è stato fatto al fine di rendere il più omogeneo possibile il campione
ed escludendo tutti quei fattori che avrebbero potuto falsare i risultati della ricerca.
Dopo l'intervista anamnestica i pazienti sono stati sottoposti al rilievo strumentale dell'alito
per oggettivare la presenza o meno di uno stato di alitosi e di che gravità.
Lo strumento usato è un alitometro digitale collegato ad un computer che, attraverso un
software specifico (halisoft), ha monitorato i livelli di VSC presenti nell'espirato dei pazienti.
L'alito del paziente è stato testato per tre volte nell'arco di circa 10 minuti. Per i primi tre
minuti il paziente ha respirato a bocca chiusa mentre l'alitometro ha testato la
composizione dell'aria ambientale in modo da avere un metro di paragone tra i VSC
ambientali e i VSC dell'espirato del paziente. Passati i tre minuti, il paziente ha poggiato
una cannuccia monouso sul dorso della lingua e, a bocca semiaperta, ha respirato per 30
secondi. In questo lasso di tempo l'alitometro ha registrato la quantità di VSC presenti
nell'alito del paziente.
Questo ciclo è stato ripetuto per altre due volte.
A fine registrazione è stata valutata la quantità dei VSC sul grafico del rilievo. Il valore
soglia è stato fissato a 100 ppb, se superiore si considera la presenza di alitosi.
Il trattamento dei pazienti risultati positivi è stato fatto con un prodotto a base di lieviti lattici
Kluyveromyces Fragilis B0399 e siero di latte di capra in formulazione di capsule rivestite
da film gastroresistente. La posologia ha previsto l'assunzione di una capsula tre volte al
dì prima dei pasti principali per circa un mese. Una confezione contenente 50 compresse
del prodotto è stata data gratuitamente al paziente affetto da alitosi.
Il test realizzato con l'alitometro digitale è stato ripetuto a distanza di 7 e 14 giorni dal
primo rilievo e dall'inizio della terapia. In questo periodo non sono state eseguite manovre
odontoiatriche di alcun tipo.
RISULTATI
Sono stati analizzati 115 pazienti. Di questi, 35 sono stati ammessi alla terapia perché
presentavano livelli di VSC al di sopra delle 100 ppb.
Il grafico sottostante rivela un miglioramento netto e costante con conseguente scomparsa
dell'alitosi.
In soli 3 casi non c'è stata risoluzione.
Possiamo quindi dire che nel 91% dei casi è stata ottenuta la guarigione.
Nessun effetto collaterale è stato riferito dai pazienti durante e dopo l'uso del prodotto.
Alitosi e Biosympa; lavoro dello Stomatologico di Milano
Valutazioni del Dr. Antonio Miclavez
Il 10% degli Italiano certamente soffre di alitosi; basta andare in giro e “Nasare”.
I veri nemici “Profondi” dell’alitosi sono i mercaptani (metil mercaptano, solfuro d’idrogeno, dimetil solfuro) che noi combattiamo con il Biosympa.
A questo riguardo siamo ben avanti rispetto agli altri che fan lavare i denti, togliere il tartaro, pulire la lingua.
Andando in Internet, se ne parla, reclamizza e vende molto, ma cosa? Vendono dentifrici, collutori, dicono di togliere il tartaro.
Questo dicono la maggior parte dei siti:
“L’alitosi è un disturbo decisamente fastidioso, difficile da debellare nelle sue forme più gravi e capace di destinare il povero malcapitato paziente al dileggio degli altri e alla solitudine. Questo riesce a fare l’alitosi, e per questo è molto temuta nonostante non comporti dolori e particolari sintomi. Ma cos’è che causa l’alitosi e come si può evitare la sua degenerazione? L’alito si consiste nell’aria espirata dai polmoni, e si compone di alcuni gas, vapore acqueo e alcune scorie microscopiche. In situazioni normali di buona salute, esso risulta assolutamente inodore. Si parla di alitosi invece quando questa aria risulta maleodorante. Dall’odore dell’alito si possono diagnosticare le cause di questa malattia. Essa si divide in due categorie ben precise: la forma transitoria, che comprende circa il 90% dei casi riscontrati, e la forma patologica persistente, che riguarda il restante 10% dei casi. La prima forma, quella più leggera, appare solo in determinati momenti della giornata, soprattutto dopo i pasti. E’ un fenomeno fisiologico che si può debellare facilmente con la corretta e puntuale igiene orale. La seconda forma invece è decisamente più grave, e non si può eliminare solo con l’igiene orale, poiché è legata a compromissioni del cavo orale e in determinati casi a malattie sistemiche quali le epatopatie, il diabete e l’insufficienza renale. Inoltre può comparire a seguito di carie, problemi gastrici, tonsilliti, assunzione di farmaci antistaminici e antidepressivi.”
Ben più serio l’approccio di Nobili nel lavoro che ci ha fatto:
“L’alitosi è un problema molto diffuso che crea difficoltà relazionali e sociali anche gravi.
L'approccio cosmetico è senz'altro il più diffuso, senza però considerare quello medico e
l’eziologia batterica del problema. L’obiettivo del lavoro è di misurare la quantità di VSC
(Composti Solfurati Volatili), responsabili dell’odore nell’alitosi, e dimostrare l’efficacia
terapeutica di lieviti lattici antibiotico resistenti ad azione probiotica con follow-up a
distanza di 7 e 14 giorni dall’inizio del trattamento.
I risultati ottenuti sono stati la risoluzione nel 91% dei pazienti. Il protocollo non prevedeva
alcuna manovra di igiene orale. Inoltre il farmaco somministrato è in formulazione di
capsule con guscio resistente al passaggio gastrico per evitare l’annullamento dell’effetto
da parte dei succhi gastrici. Ciò significa che non c’è stato un effetto topico a livello orale,
ma solo un’azione diretta all’intestino. Le conclusioni dello studio ci permettono quindi di
presupporre che oltre al potere riequilibrante nelle disbiosi, bisogna considerare i risvolti
immunologici che danno sul GALT (Tessuto Linfatico Associato all’Intestino) a livello intestinale.
L'alitosi è un disturbo di tipo organico che si manifesta con odore sgradevole che esce
dalla bocca durante la respirazione o il semplice eloquio
Da un punto di vista epidemiologico non ci sono variazioni in base alla razza, al sesso e
all'età. Tutti nell'arco della vita hanno sofferto di alitosi, tant'è che di questo problema se ne
parla fin dal tempo dei greci e dei romani. Studi scientifici e più dettagliati sono stati fatti
solo a partire dal secolo scorso.
L'alitosi viene classificata in tre categorie: alitosi fisiologica o transitoria, alitosi vera e
alitofobia o alitosi immaginaria.
L'alitosi fisiologica è una situazione normalmente presente in specifiche situazioni e che
passa da sola, senza quindi un significato patologico. Il cosiddetto "alito del mattino" è una
condizione che frequentemente si presenta in quasi tutte le persone. Questo perché
durante la notte il flusso salivare si riduce molto e quindi quando ci si sveglia si ha la
bocca secca e maleodorante. La stessa condizione si presenta nelle persone che parlano
molto per lavoro; insegnanti, informatori, chi si occupa delle relazioni col pubblico.
Può insorgere uno stato di alitosi transitoria anche nella donna durante il ciclo mestruale e
in quelle persone che digiunano per lunghi periodi.
L'alitosi vera invece è una condizione patologica che si presenta nell'80-90% dei casi
come alitosi intraorale. Il 6-8% dei casi da patologie delle vie aeree superiori come
tonsilliti, sinusiti e riniti croniche. Mentre solo l'1% da problemi gastrointestinali.
Possono influire anche alcune terapie farmacologiche o abitudini viziate come l'abuso di
alcol e fumo di sigaretta, ma anche cibi speziati o cipolla, aglio e porro.
Altra categoria predisposta è chi ha malattie metaboliche come il diabete, epatiti,
insufficienza renale,...
Alitofobia è infine quella condizione in cui il paziente crede di avere alito cattivo pur non
riscontrando oggettivamente tale stato. Questi tipi di pazienti necessitano un supporto
psicologico.
L'origine del cattivo odore deriva dalla degradazione di peptidi contenenti zolfo da parte di
microrganismi Gram negativi anaerobi che produce i cosiddetti VSC (Composti Solfurati
Volatili). I più rappresentati sono l'Idrogeno solforato, metilmercaptano, dimetilsolfuro, acidi
grassi a catena corta (acido butirrico, valerico, isovalerico e propionico) e composti
diaminici, poliaminici, indolici (scatolo, metilamina, putrescina, cadaverina).
L'idrogeno solforato e il metilmercaptano costituiscono circa il 90% dei VSC presenti
nell'alito.
L'idrogeno solforato viene prodotto principalmente sul terzo posteriore della lingua. Il
metilmercaptano e il dimetilsolfuro sono generati dai tessuti parodontali.
La condizione necessaria affinchè vengano prodotti questi composti è un ambiente basico.
Infatti l'alitosi scompare in presenza di zucchero che attiva la fermentazione saccarolitica
che, a sua volta, abbassa il pH intraorale, inibendo così l'attività metabolica dei
microrganismi proteolitici responsabili dell'alitosi.
È stato fissato il livello soglia a 100 ppb di VSC sopra il quale l'olfatto umano riconosce
l'odore sgradevole.”
I risultati dello Stomatologico di Milano sono sbalorditivi; in 14 giorni i VSC medi sei pazienti si sono ridotti ad un terzo.
Quale prodotto più geniale del Biosympa può esserci nella risoluzione dell’Alitosi?