StudioMiclavez

L'OdontoMedico


ANTONIO MICLAVEZ




Odontoiatria tossica,
Odontoiatria Naturale



Capitolo 5




PARODONTOLOGIA
e STOMATOLOGIA



«The more you prove,
the more of a beggar you will feel».*

Osho










La parodontosi: diagnosi, profilassi
e trattamenti naturali



La parodontosi non è solo una malattia dell’adulto, ma anche una malattia degli adolescenti; in letteratura sono stati descritti addirittura casi di denti da latte parodontosici, segno che tale malattia non è un processo fisiologico legato alla vecchiaia; i bambini descritti si nutrivano ancora a 4-5 anni esclusivamente di latte; è da dedurre un’allergia mascherata al latte e conseguente indebolimento non solo dell’appartato parodontale, ma di tutto il sistema connettivale.
A parte le cause che tutti conosciamo (cattiva igiene, presenza di tartaro e di otturazioni o capsule debordanti), una delle cause fondamentali della parodontosi è l’indebolimento del sistema parodontale, e il ritiro osseo.
Tale fantomatico ritiro osseo, che nelle scuole ci è stato descritto come “fattore osseo negativo”, sarà il vero obiettivo del nostro trattamento.

Agiremo mediante:
- curettaggi e scaling, eliminazione dei manufatti debordanti;
- eliminazione dei metalli pesanti dalla bocca;
- riequilibrio della flora batterica intestinale e orale;
- utilizzo di omeopatici adeguati;
- utilizzo di integratori alimentari;
- utilizzo di apparecchi atti a riequilibrare la deglutizione (Bionator);
- la psicoterapia;
- la cromopuntura;
- a questo punto, se rimane ancora qualcosa, ovvero se le cure hanno fallito, anche noi passiamo al bisturi.

Vediamo i primi tre punti.

Curettaggi e
scaling, eliminazione dei manufatti debordanti: ovviamente dovremo togliere il tartaro e aggiustare otturazioni e ponti debordanti! Già un decimo di millimetro di sporgenza può generare un’irritazione gengivale in alcuni pazienti; in altri, “stranamente”, anche errori tecnici da parte del dentista più grossolani vengono sopportati benissimo.

Eliminazione dei metalli pesanti dalla bocca: soprattutto amalgami, ma anche altri metalli che danno evidente sofferenza gengivale vanno eliminati dalla bocca. Il mercurio migra dalla corona dentale alla radice, e da lì nell’osso alveolare, alterandone il metabolismo (vedi Capitolo 2 sul mercurio). Si nota continuamente come soprattutto intorno ai denti con grandi otturazioni di amalgama il parodonzio è compromesso.

Il riequilibrio della flora batterica intestinale e orale: ricordiamoci che la bocca è parte del sistema digerente; in essa vengono secreti enzimi importanti per la digestione. In essa vengono, ad esempio, digeriti gli zuccheri; pare vi siano anche delle lipasi. Uno stato irritato della mucosa orale è indicativo di irritazione generalizzata della mucosa intestinale, così come pure il gonfiore delle labbra. Combattere la placca orale con antibiotici, clorexidina o disinfettanti è sciocco e dannoso: occorre invece riequilibrare la flora batterica intestinale ed eliminare i cibi dannosi (in ordine di frequenza, farina bianca, zucchero raffinato, latte, formaggio, uova ecc.ecc.). Tali cibi possono creare cosiddette “allergie mascherate”, ovvero una forte voglia di tali cibi, che, mentre danno molta energia sul momento, a lungo andare indeboliscono l’organismo. Alcuni test per la diagnosi di alimenti che danno allergie mascherate che ci sembrano validi sono:
- EAV; noi usiamo l’AMI 3 della CSM, ma qualsiasi altro va bene;
- la misura del polso, ossia, qualche secondo dopo l’assunzione del cibo mal sopportato si noterà l’aumento notevole del battito cardiaco (di 10 battiti almeno).


Come indica il termine stesso di “flora intestinale”, i microrganismi endogeni del tratto gastro-intestinale dell’organismo umano vennero associati originariamente da un punto di vista storico e sistematico al mondo vegetale. Soltanto nel corso degli ultimi 100 anni, in un’era relativamente breve per la scienza delle piante medicinali, sulla scia della crescente specializzazione delle scienze biologiche, la microbiologia, in generale, e la microecologia del tratto gastro-intestinale, in particolare, sono divenute delle branche di ricerca indipendenti.

Le superfici esterne e interne del corpo umano, ad eccezione dei polmoni, sono colonizzate da una microflora naturalmente specifica per ogni sito. L’epitelio intestinale rappresenta, con le sue incredibili pieghe, una vasta superficie di 200 m2 con una popolazione microbica totale di 1014 germi che supera di almeno di una potenza alla decima il numero totale di cellule proprie del macrorganismo.
Questo numero enorme di microrganismi metabolicamente altamente attivi è paragonabile al fegato sia dal punto di vista del peso che delle loro attività metaboliche.
Le attività della flora intestinale hanno di conseguenza un influsso significativo sull’omeostasi dell’organismo ospite.
La flora intestinale simbiotica che nel corso dell’evoluzione si è sviluppata, specializzandosi per specie, colonizza non soltanto il lume del tratto gastro-intestinale, bensì anche l’epitelio e lo strato mucoso sulle pareti intestinali.

1. La flora intestinale forma una barriera microbica contro la penetrazione di invasori patogeni così come contro la crescita incontrollata di germi potenzialmente patogeni (ad esempio campylobacter, pseudomonas, clo­stridium o candida).
2. Con i suoi prodotti finali del metabolismo fermentativo dei carboidrati (acidi grassi a catena breve) esercita uno stimolo sulla motilità del colon. Al contempo tali acidi originati microbicamente favoriscono l’irrorazione sanguigna della mucosa intestinale.
3.
Le placche del Peyer, che affondano nel lume intestinale, sono dei recettori linfatici che adeguano la risposta immuitaria al contenuto del lume intestinale. È così che si spiega la stretta associazione fra disbiosi e debolezza immunitaria.
Le modifiche nello spettro degli acidi grassi a catena breve e volatili sono sempre indice di alterazioni nella microecologia gastro-intestinale.
Stimolando il processo di differenziazione, vale a dire ricorrendo a un “trai­ning” costante del sistema immunologico proprio dell’intestino, la micro­flora endogena aiuta a costruire una barriera immunologica contro germi estranei, ovvero ad avviare le attività del sistema di difesa dell’organismo.
4. La presenza di una flora intestinale sana comporta una riduzione del ritmo di trasferimento batterico dall’intestino al sistema linfatico, processo che comunque ha sempre luogo nell’organismo; ne consegue anche una limitazione del pericolo di infezioni sistemiche causate da determinati germi potenzialmente patogeni presenti sempre in numero ridotto. Un intestino molto permeabile “leaking gut syndrome”, significa una diminuzione di permeabilità selettiva alle tossine intestinali.
È per questo che nelle nostre terapie di riequilibrio intestinale consigliamo sempre l’assunzione di acidi grassi insaturi sotto forma di oli spremuti a freddo.
5.
La flora intestinale sana favorisce l’apporto di determinate vitamine all’organismo (ad esempio la vitamina K2); infatti nel caso di carenza di vitamina K, in seguito ad alimentazione parenterale in pazienti sottoposti contemporaneamente a terapia antibiotica si constata una ipoprotrombinemia. La stessa situazione si constata in bambini nati prematuramente e neonati che rispettivamente non hanno una flora intestinale oppure che presentano una flora intestinale ancora non del tutto sviluppata.
Tutte le funzioni sopraindicate di una flora intestinale sana possono esprimersi appieno soltanto se la biocenosi microbica nell’intestino è intatta, ovvero se il sistema “uomo-microbi” è inquadrato in un equilibrio ecologico stabile.


Affezioni della flora intestinale e sue conseguenze

Le affezioni della flora intestinale si manifestano come alterazioni nel numero di germi, nello spettro di germi, nelle attività metaboliche o nei siti di colonizzazione e possono avere delle conseguenze profonde per il macrorganismo. Dal momento che il tratto gastro-intestinale con la sua microflora autoctona rappresenta un sistema ecologico aperto, i disturbi di questo sistema possono avere origine da molteplici fattori esogeni e endogeni.
Tra cui:
- malattie infettive;
- alimentazione non corretta;
- trattamenti medicamentosi o fisici (chemioterapia, cure antibiotiche, radioterapie ecc.);
- disturbi alla motilità;
- meccanismi di difesa specifici e aspecifici con ridotto potenziale, ad esempio ipoacidità o difetti immunologici.
Vi sono degli esempi a tutti noti di patologie intestinali causate e tenute in vita da disturbi nel sistema microecologico: la cosiddetta “bacterial overgrowth syndrome” dell’intestino tenue, la colite pseudomembranosa causata da antibiotici, le diarree recidivanti acute e croniche e le diverse forme di disturbi dispeptici.
Anche per quanto riguarda le altre patologie intestinali di natura infiammatoria e funzionale, quale obstipazione, colon irritabile, colite ulcerosa e morbo di Crohn, si sta dibattendo sull’influenza esercitata da una simbiosi di-sturbata tra microflora e macrorganismo.
Molti di questi disturbi della flora intestinale e delle ripercussioni sull’organismo umano possono essere eliminati intervenendo ad esempio con batteri, o modulatori della flora batterica intestinale.
Tra tali caratteristiche debbono essere annoverate in modo particolare:
1. La capacità di poter crescere in modo ottimale sia in presenza che in assenza di ossigeno.
2. Antagonizzare lo sviluppo di altri funghi, batteri o lieviti virulenti, quali la candida; un elemento questo importante nella formazione di barriere microbiche nel tratto intestinale.
3. La capacità di attivare in modo particolarmente forte il sistema immunologico relativo al tratto intestinale.
Nella somministrazione di lieviti vivi si deve essere certi che i ceppi usati siano apatogeni e che venga applicato un numero di germi sufficientemente alto. La somministrazione di batteri non sempre è sufficiente; poiché è difficile reperirli in concentrazioni tali per cui possano superare in quantità adeguate la barriera gastrica. Dopo vari tentativi, abbiamo selezionato un prodotto che a nostro avviso è efficace rapidamente: il Biosympa.



Biosympa, modulatore intestinale e gengivale



L’importanza e l’utilità dei lieviti attivi naturali, in particolare del lievito di birra, nell’alimentazione e nella bioregolazione dell’apparato intestinale è una cosa nota da tempo. Recentemente il consumo del lievito di birra è aumentato notevolmente e questo sviluppo si può spiegare con l’accresciuta consapevolezza che il suo valore biologico, risultato di una combinazione di enzimi, coenzimi, vitamine, aminoacidi, nucleotidi ecc. è determinante per risolvere una miriade di piccoli disturbi causati dallo stress della vita moderna. Nel
Biosympa, al lievito di birra tradizionale, è stato addizionato un lievito a fermentazione lattica (Kluiveromyces fragilis) il cui uso è stato approvato da tempo anche in campo umano, anche se problemi di produzione, conservazione e utilizzo ne avevano fino ad ora limitato notevolmente l’uso.
Risolti in modo efficace tali problemi, mediante l’adozione di processi di produzione tecnologici messi a punto in diversi anni di ricerche e sperimentazioni sotto la guida di qualificati biotecnologi, il lievito ottenuto con il processo esclusivo brevettato, è in grado di mantenere inalterate e di esaltare le sue proprietà probiotiche, garantendone la stabilità nel tempo.

Sinergia: il lievito a fermentazione lattica (lievito lattico) pure presentando caratteristiche simili al lievito di birra, si distingue per il suo maggior contenuto di proteine nobili e per la sua capacità di aggredire (mediante il suo corredo enzimatico) il lattosio con formazione di acido lattico.
Questo acido abbassando il pH del tratto gastroenterico esercita una spiccata azione bioregolatrice e modulatrice della flora batterica intestinale (azione probiotica) mediante due tipi di azioni: una diretta e una indiretta. L’azione diretta si esplica mediante un’attività contro numerosi batteri intestinali patogeni, mentre quella indiretta avviene favorendo sia la creazione che lo sviluppo di tutta quella microflora intestinale, necessaria agli equilibri microbici, definita flora batterica “utile”: è questa che permette una più facile assimilazione da parte dell’organismo degli aminoacidi essenziali e delle vitamine.
La proprietà peculiare dei lieviti lattici sta nella capacità di mantenere una spiccata vitalità replicativa anche a pH molto bassi (3-3,5) in virtù della loro parete cellulare ad alto contenuto di chitina; risultano, perciò resistenti all’azione dei succhi gastrici e possono quindi raggiungere efficacemente il tratto intestinale dove svolgono la loro attività metabolica.
In sintesi, i lieviti lattici completano l’azione probiotica, ormai nota, del lievito di birra in quanto, come si è osservato:

- sono in grado di superare in modo efficace la barriera gastrica interessando aree più vaste dell’intestino;
- presentano una maggiore capacità implantiva e replicativa;
- favoriscono un maggiore sviluppo della microflora intestinale mediante la produzione di acido lattico, esercitando così una più efficace azione equilibratrice della flora batterica intestinale.


Benefici e applicazioni: la flora intestinale si può alterare per motivi diversi: per una dieta poco corretta (squilibrata e/o cattiva alimentazione), oppure per lo stress o per diverse forme di affaticamento di carattere fisico e psichico o a causa di terapie antibiotiche o ancora per debilitazioni conseguenti a cure farmacologiche o anche per spossatezza fisica. Quando questo accade ne risente l’ambiente intestinale. È perciò utile intervenire per riequilibrare la composizione microbica dell’intestino: i lieviti, grazie alla loro parete protettiva sono in grado di resistere a condizioni severe e in particolare i lieviti lattici riescono a superare l’ambiente gastrico a pH fortemente acido e a sviluppare la propria attività probiotica nell’intestino.
Inoltre i lieviti lattici, grazie al loro corredo enzimatico, “demoliscono” il latte vaccino e i prodotti caseari derivati, esplicando così un’azione notevolmente vantaggiosa per gli individui lattosio-intolleranti.
Biosympa è composto da una miscela bilanciata di prodotti naturali quali: estratto secco di lieviti (Saccaromyces cerevisiae e Kluiveromyces fragilis) attivi selezionati, siero di latte di capra in polvere, idrolizzati proteici, substrati di fermentazione (non vi sono aggiunte artificiali di oligoelementi e di coloranti). Quantità di cellule vive > 100 milioni/grammo!
Biosympa può essere usato:
- come dietetico;
- come semplice integratore alimentare di facile digeribilità e assimilazione per il suo elevato tenore di proteine e soprattutto di aminoacidi liberi e di vitamine;
- come coadiuvante in varie situazioni dovute a stress;
- come disintossicante è particolarmente indicato ai lattosio-intolleranti.
L’uso consigliato è di 2-3 capsule al giorno prima dei pasti. La dose può essere raddoppiata se il prodotto è usato come coadiuvante a te-rapie farmacologiche (es. antibioticoterapie).
Il periodo di cura consigliato: due mesi, ed è opportuno il suo utilizzo soprattutto nei periodi di cambio stagionale, magari accompagnato da omeopatici adeguati.
In particolare per le parodontosi in genere, abbiamo individuato
Par-Comp, un prodotto omotossicologico (vedi Cap.11 sull’omotossicologia in odontoiatria).
Indicazioni: parodontosi; terapia d’appoggio nel trattamento delle parodontosi, delle gengiviti e del cosiddetto “fattore osseo negativo”; ritiro osseo, gengiviti croniche, stomatiti, foetor ex ore.
Posologia: 20 gocce, 3 volte al dì.
Composizione: Arnica D4, Calendula D4, Nosode tasca dentale D6, Nosode parodontosi D6, Nosode gengivite D6, Funiculus umbilicalis suis D6.



Cromopuntura in parodontologia



Nel caso che il ritiro osseo sia diffuso a tutte le arcate dentali, ricordiamoci che probabilmente tutto il corpo presenta una situazione ossea peggiore rispetto all’età dell’individuo. È quindi bene cercare di riequilibrare il metabolismo osseo generale, oltre a cercare di riequilibrare la situazione localmente.
Un ritiro osseo a livello dentale è ben quantificabile, mentre una diminuzione della calcificazione ad esempio di un femore è difficilmente dimostrabile.

Il trattamento per la parodontosi diffusa: ogni 2 - 3 giorni.
Con il puntale rosso, a contatto con la mucosa aderente all’osso alveolare, irradiare il vestibolo della bocca iniziando sopra a destra; strisciare lentamente in avanti passando fino in zona degli apici degli incisivi, per poi passare a sinistra, fino alla zona retromolare. Scendere strisciando alla zona retromolare inferiore sinistra e strisciare sulla mucosa aderente fino ad arrivare agli incisivi inferiori, zona degli apici; andare poi alla zona retromolare destra. Passare poi strisciando alla zona superiore destra, e ripetere il tutto per tre-quattro volte, in un totale di 10 minuti circa. Riequilibrare i circuiti funzionali 4-5, in quanto se c’è ritiro osseo, vuol dire che c’è uno squilibrio intestinale. Riequilibrare i circuiti funzionali 1-2, in quanto lo scheletro è associato al sistema rene-vescica e alle paure. Trattamento nel caso di parodontosi localizzate a specifici settori: vedere di riequilibrare i settori disturbati (per esempio per il ritiro osseo localizzato ai 4 canini cercare di riequilibrare il circuito funzionale del fegato).

Le gengive e la cavità della bocca



Gengive gonfie, spesso accompagnate da dolori e infiammazioni: sono provocate da consumo eccessivo di liquidi, olio e grassi, zucchero, frutta e succhi di frutta.
La piorrea è causata sia dal consumo eccessivo di cibi
yang (prodotti di derivazione animale, sale e cibi secchi) che dal consumo eccessivo di cibi yin (zucchero, miele, cioccolata, frutta). Anche mangiare fra i pasti è causa di piorrea. Dovrebbe esserci una severa pausa di almeno 4-5 ore fra un pasto e l’altro, per permettere all’organismo di recuperare dalla fatica della digestione, e ai tessuti di liberare l’acidità ivi accumulata.
Le gengive anormalmente rosse o violette, ma non gonfie, sono causate da una combinazione di cibi animali yang e sali minerali con cibi yin (zucchero, frutta, succhi di frutta, bevande dolci e additivi o prodotti chimici). I metalli pe­santi sono una delle cause più frequenti. Se le gengive sono anche gonfie, la causa va ricercata nei cibi e nelle bevande più yin.
Le gengive pallide o biancastre indicano cattiva circolazione sanguigna e anche deficienza di emoglobina nel sangue, con probabile anemia causata da malnutrizione.
Le pustole, le afte che compaiono all’interno della bocca, sono il segno di che è necessaria l’eliminazione di uno dei cibi seguenti: proteine in eccesso, grassi e oli di derivazione animale e vegetale, zucchero e dolciumi. Inutile quindi il trattamento locale, che sarà solo sintomatico. Dovremo disintossicare l’organismo, e riequilibrare la flora batterica intestinale.
Gengive sanguinanti: ovviamente dovremo togliere il tartaro e le otturazioni debordanti. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, sono causate da rottura di vasi capillari indeboliti dalla mancanza di sale e di altri minerali nel sangue. In alcuni rari casi questa condizione è dovuta al consumo eccessivo di cibi animali, prodotti del forno (biscotti ecc.), sali e sali minerali e mancanza di verdura verde fresca e frutta, come avviene nello scorbuto. Le gengive rispecchiano lo stato di salute dell’intestino.
Ricordo una paziente con una diagnosticata rettocolite ulcerosa, che aveva delle gengive iperattive: si rigeneravano, anche se in modo non molto efficace, già dopo pochi minuti che le avevamo tagliate con l’elettrobisturi per fare delle impronte. Tolto l’ultimo metallo dalla sua bocca, dopo un settimana tornò da noi, e la caratteristica iperproliferativa delle gengive era scomparsa. Meravigliati, chiedemmo come andava la rettocolite, ed ella ci disse «guarita, da una settimana non sanguino più».
Infiammazioni della gola, con o senza contemporaneo gonfiore delle tonsille, sono dovute al consumo esagerato di cibi yin (tra cui: frutta, succhi di frutta e verdure, zucchero, bevande gassate e ghiacciate, latte - il latte freddo o ghiac­ciato è una delle prime cause della tonsillite). Se questa condizione è accompagnata da chiazze biancastre e placche sulla mucosa della gola, la causa è la combinazione del cibo elencato sopra con cibi più yang (grassi animali, di carne, pollame e uova, tutti i derivati del latte; esempio di questo è la difterite).
La nostra esperienza ci dice che non occorre MAI operare le tonsille e le adenoidi e che ci sono sempre terapie alternative al chirurgo. Come omeopatici usiamo TonsBabycomp, un prodotto omotossicologico fantastico, e valutiamo le allergie alimentari. Spesso togliamo il latte e i formaggi, e suggeriamo di bere acqua calda (non Coca-cola) a sorsi durante il giorno.
C’era uno strumentino di vetro che purtroppo è difficile da trovare al giorno d’oggi, con il quale era possibile “schiacciare” le tonsille e permettere al pus di fuoriuscire arrecando sollievo immediato.



La lingua



La forma della lingua varia da persona a persona: i cinesi ci insegnano quanto segue (se sia vero non lo so, ma riporto tale e quale):

- una lingua larga con l’estremità arrotondata è il risultato dell’alimentazione materna basata su cibi di qualità vegetale durante la gravidanza. Lo stato fisiologico e psicologico di coloro che hanno una lingua del genere è armonioso, gentile e comprensivo;
-
una lingua stretta con estremità appuntita è prodotta da un forte consumo di cibi di derivazione animale durante la gravidanza. Coloro che posseggono una lingua del genere tendono ad essere fisicamente rigidi e tesi e mentalmente aggressivi e offensivi e con mentalità piuttosto ristretta;
- una lingua segnata da un solco mediano è formata dal consumo frequente di cibi crudi, di origine sia animale che vegetale, durante il periodo della gravidanza. Tale tipo di lingua indica la tendenza all’indecisione e alla mutevolezza;
- una lingua piatta deriva dal consumo di cereali e verdure durante la vita embrionale e l’infanzia: indica la tendenza a mantenersi in armonia con l’ambiente naturale;
- una lingua spessa è prodotta da un esagerato consumo di cibi di derivazione animale, proteine e grassi, durante la vita embrionale e l’infanzia: indica un carattere attivo, offensivo e aggressivo.
La lingua rappresenta, inoltre, l’intero tubo digerente, e può essere quindi suddivisa in sei zone, ognuna delle quali corrisponde a una parte del tratto digerente.

- La zona della punta corrisponde al retto e al colon discendente.
- La zona di contorno anteriore corrisponde a tutto l’intestino crasso.
- La zona mediana corrisponde all’intestino tenue.
- La zona di contorno posteriore corrisponde al duodeno, al fegato, alla vescicola biliare e al pancreas.
- La zona mediana posteriore corrisponde allo stomaco.
- La zona posteriore (la radice della lingua) corrisponde all’esofago. Il lato inferiore riflette le condizioni circolatorie di sangue e linfa nelle zone corrispondenti già dette.


Il colore del lato superiore della lingua

Secondo quanto già esposto sopra, un cambiamento di colore in qualsiasi zona della lingua mostra uno stato di anormalità nell’organo o regione corrispondente:

Rosso cupo Infiammazione, ulcera, o anche cancro.
Bianco Ristagno di circolazione; accumulo di grassi e muco; anemia, oppure mancanza di emoglobina.
Giallastro e patinoso Infiammazione e secrezione eccessiva dovute a troppa bile proveniente da fegato e vescicola biliare. Accumulo di grassi, principalmente di quelli derivati da pollame, uova e derivati del latte.
Macchie bianche Eliminazione di latticini e derivati del latte, o di grassi e oli di derivazione sia animale che vegetale. Esaurimento generale delle funzioni digerenti.
Bluastro, violaceo Esagerato consumo di cibi yin, compresa frutta e succhi di frutta, bibite dolci, prodotti chimici, medicine e droghe, e anche zucchero.
Il colore del lato inferiore della lingua

Rosso violento Infiammazione, eccessi di liquidi, o eccesso di emoglobina nel sangue dovuto ad eccessi di frutta, succhi di frutta e di prodotti animali.
Blu e verde vivaci Disordini dei vasi sanguigni, dati da eccesso di grassi animali, latticini e formaggi, frutta e succhi di frutta, zucchero.
Giallo vivace Infiammazione o ristagno di grasso e muco dovuto a eccessiva secrezione di bile provocata dal consumo eccessivo di formaggi, pollame, uova.
Violetto vivace Disordini dei vasi sanguigni e nel flusso linfatico dovuti all’esagerato consumo di zucchero, frutta e succhi di frutta, prodotti chimici, medicine e droga.

Le pustole che compaiono sulla lingua sono provocate dall’eliminazione di eccessi di proteine, grassi o zuccheri, di derivazione animale o vegetale. Queste compaiono spesso associate all’ingestione di pesce e frutta, carne e oli vegetali, farine e formaggi, uova e succhi di agrumi.



Bibliografia modulatori intestinali e gengivali

Castillo, F.J., et al. (1978).
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Fatichenti, et al. (1987).
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Altre referenze bibliografiche

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Medizin der Person - Praktiteum der homöopathi schenmedizin, Haug Verlag.
Ferrara Pignatelli, Maria,
Viaggio nel mondo delle essenze, Franco Muzzio, Padova, 1991.
Kushi, Michio,
Guardarsi dentro, Mediterranee, Roma.
Lawless, Julia, Enciclopedia degli oli essenziali, Tecniche Nuove, Milano, 1992.
Materia medica indica - Popular prakashan.
Nash, E.B.,
Leitsymptome in der Homöopathischen Therapie, Haug Verlag.