STUDIO DENTISTICO MICLAVEZ-CLINICA DELLA SALUTE MICLAVEZ

Via Liruti, 12 int. 3 , 33100 Udine - Italy
Tel. +39 0432 229496 e-mail:info@studiomiclavez.com

L'alitometro

L’alito, o respiro, è l’emissione di aria dalla cavità orale.

Esso viene percepito dal soggetto che lo emette e dalle persone a lui vicine come neutro, gradevole o spiacevole: in quest’ultimo caso si parla  di alitosi, una diffusa patologie con forte impatto sociale. Si possono trovare riferimenti all’alito cattivo fin dall’antichità per gli aspetti riferiti a problemi di relazione e affettività.

Il drammaturgo Tito Maccio Plauto (230-180 a.C.) allude a questa patologia come causa di problemi coniugali (siamo nel periodo pre-imperiale della Repubblica Romana), attraverso un personaggio che censura pubblicamente l’alito cattivo della moglie: “Preferirei bere acqua di fogna piuttosto che baciare mia moglie”. Il Talmud (trattato giudaico con regole civili e religiose) contiene documenti di oltre 2000 anni fa che stabiliscono che un contratto matrimoniale (ketubah) può venire legalmente annullato se uno dei due coniugi soffre di alito cattivo.

Poiché la legge relativa al divorzio nell’attuale Stato di Israele è basata sulle norme religiose, l’alitosi può essere, al giorno d’oggi, motivo giustificato per separarsi legalmente dal proprio coniuge. Esistono inoltre allusioni all’alito cattivo come rivelatore della natura psicologica e morale di una persona. Ippocrate di Kos (460-377 a.C.), considerato uno dei padri della Medicina, insisteva nel dire che tutti i giovani dell’Antica Grecia dovessero avere un alito gradevole. Esortava al rispetto di questa condizione, in quanto sembrava essere un indicatore del grado di dolcezza interiore e dello stato di purezza dell’anima. Impegnato in questa missione, formulò un collutorio aromatico che garantiva un alito gradevole, a base di vino puro, anice, semi di aneto e mirto.

L’alitosi, interessa il 50% della popolazione, con diversi livelli di severità e non colpisce solo chi ne soffre, ma anche le persone che lo circondano. E’ causata da microbi putrefattivi che possono risiedere in tutto il tratto intestinale, dalla bocca all’intestino.
Alcune persone vivono la loro vita quotidiana completamente all’oscuro di questo problema, a meno che non venga loro detto, procurando disagio e imbarazzo.
L’alitosi non è sempre di facile soluzione: rimedi classici come il collutorio aiutano solo in parte: per una soluzione radicale occorre modificare la flora batterica putrefattiva intestinale.

La diagnosi dell’alitosi viene fatta con strumenti che rilevano la presenza nel fiato di composti solforati volatili (CSV). Lo strumento più popolare è l’Halimeter® che misura una parte dei composti solforati volatili ma che non li identifica. L’apparecchio è calibrato sull’aria dell’ambiente e la misurazione è realizzata soffiando in un tubicino.
Anche se esiste una correlazione significativa tra CSV e alitosi, esistono falsi negativi.
Questa situazione è dovuta alla presenza nell’alito di altri composti volatili come i vari VOC (volatile organic compounds) tra i quali acidi grassi di catena corta, poliammine, alcoli, composti fenolici e composti nitrogenati.
VOC e CSV possono essere associati a patologie e considerati biomarcatori. La loro identificazione e quantificazione può essere utile all’ottenimento di una diagnosi precoce di malattie e costituisce un campo di ricerca molto promettente e in grande espansione negli ultimi anni.

 

L’ingegner Hossam Haick del Technion−Israel Institute of Technology di Haifa, Israele, sta lavorando da anni ad uno strumento in grado di analizzare il fiato e diagnosticare 17 malattie metaboliche quali il Parkinson ed i tumori. La tabella di seguito mostra alcuni esempi:

Biomarcatori

Patologie Associate

Acetone

Diabete mellito e situazioni di acetonemia

Nitrati e cianuro

Infezione da “helicobacter pylori”

Disolfuro di idrogeno e limonene

Malattia epatica e cirrosi biliare primaria

Acidi alifatici e C2-C5 metilmercaptano

Cirrosi scompensata del fegato

Dimetilammina e trimetilammina

Uremie e insufficienza renale

Tutti questi Biomarcatori non sono individuabili da uno strumento che monitora solo i solfuri, occorre integrare la sonda ai mercaptani con altre sonde, quali per l’idrogeno, l’ossigeno e il Co2.  Questo ci porta in un campo medicale di grande responsabilità: noi vorremmo invece limitarci a produrre uno strumento di facile utilizzo – eventualmente interfacciato agli Smartphone - che affronti solo l’aspetto sociale dell’alitosi.
Anche perché il nostro team ha testato ormai da 15 anni un lievito probiotico in grado di modificare la flora batterica intestinale da putrefattiva in fermentativa, ottenendo risultati strabilianti nella risoluzione dell’alitosi e nell’aumento delle prestazioni sportive legate ad una superiore produzione di ATP della flora batterica fermentativa